premio alessandro tassoni

Premio Alessandro Tassoni

: Tutti i vincitori della quarta edizione

Comunicato n.5/2008
Modena, 15 settembre 2008

LE STANZE DEL CIELO di Paolo Ruffilli vince in poesia
Tutti i vincitori della quarta edizione:
Adriana Zarri - Giorgio Celli - Diego Marconi
Gherardo Colombo

I componenti dei Gruppi di Lettura

I Gruppi di lettura (43 componenti) della quarta edizione del Premio Alessandro Tassoni, hanno finalmente espresso le loro preferenze tra Paolo Gentiluomo, La ragion totale, Zona; Daniele Gorret, Crocefissi, Tratti - Mobydick; Paolo Ruffilli, Le stanze del ciel, Marsilio, i tre libri proposti loro dalla Giuria tecnica (Giorgio Barberi Squarotti, Nadia Cavalera, Franca Rame , Adriana Chemello, Gianni Cascone, Franco Nasi, Francesco Muzzioli,)
L’acquisizione dei voti è avvenuta tramite e.mail per garantire la massima trasparenza..
Le stanze del cielo di Paolo Ruffilli, edito da Marsilio, una raccolta ruotante sulla mancanza di libertà, è il vincitore 2008 della sezione poesia, con 24 voti, seguito da Crocefissi di Daniele Gorret, che ha totalizzato 18 voti, mentre La ragion totale di Paolo Gentiluomo, un testo molto sperimentale, ha avuto un solo voto.
Gli altri vincitori della sezione A del Premio Tassoni 2008 sono: Adriana Zarri , Vita e morte senza miracoli di Celestino VI (Diabasis); Giorgio Celli, La zattera di Vesalio e altri drammi, (Tre Lune); Diego Marconi, Per la verità (Einaudi).
Per la sezione B (honoris causa) Gherardo Colombo, già magistrato, cultore della memoria sul sistema della corruzione in Italia e apostolo di legalità con corsi ovunque. Recente il testo “Sulle regole”, edito da Feltrinelli.
La cerimonia di premiazione è prevista per il 20 novembre, alle ore 20,30, all’Auditorium della Fondazione Marco Biagi, che da quest’anno si associa agli altri enti nel patrocinare l’iniziativa.

Il Premio Alessandro Tassoni, alla sua quarta edizione, è curato dall’Associazione Culturale Le Avanguardie e dalla rivista Bollettario, col contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, in collaborazione con gli Assessorati alla Cultura del Comune e della Provincia di Modena, e con la Biblioteca Estense Universitaria. Ha il patrocinio della Regione Emilia Romagna e dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Facoltà di Lettere e Filosofia - e della Fondazione Marco Biagi. Gode inoltre dello sponsor della casa editrice Franco Cosimo Panini.

Tutti i libri partecipanti al Premio sono disponibili presso la Biblioteca Estense Universitaria, che ha allestito una vetrina ad hoc e dal 20 al 27 novembre curerà una mostra su Alessandro Tassoni.

LA GIURIA DEI 15 GRUPPI di LETTURA ( 43 COMPONENTI tra studenti, docenti, impiegati, dirigenti, liberi professionisti, giornalisti, disoccupati)
Adriana Rizzo, Alessandra Serafini, Alessandro Violi, Anna De Maria, Anna Riccardi, Annalisa Sezzi, Antonella Spagni, Antonio Dragone, Antonio Piccinno, Arianna De Micheli, Attilio Palladino, Augusto Arienti, Barbara Zanfi, Chiara Berselli, Daniela Fontanazzi, Donatella Gallo, Elena Borelli, Fabio Massimo Pozzi, Floriana Farina, Gabriella Borelli, Gabriella Ferrari, Giuseppe Mollace, Giuseppe Perrino, Gloria Cardone, Ida Brandani, Lucia Tinti, Jessica Bertoni, Katia Losanno, Loris Nocetti, Maria Giulia Vecchi, Paola Sarani, Patrizia Pollacci, Rosaria Scarpaci, Rosario Arcuri, Sandro Losagni, Serena Ballista, Stefano Marchetti, Teresa Breschi, Valentina Beltrame, Valeria Ballotti, Valeria Selmi, Veronica Rivi, Vincenzo Marino.

PREMIO ALESSANDRO TASSONI 2008

Notizie bio-bibliografiche sugli autori

Schede editoriali dei libri vincitori

SEZIONE B – HONORIS CAUSA –

Gherardo Colombo, magistrato italiano, attualmente ritiratosi dal servizio, divenuto famoso per aver condotto o contribuito a inchieste celebri quali la scoperta della Loggia P2, il delitto Giorgio Ambrosoli, Mani pulite, i processi Imi-Sir/Lodo Mondadori/Sme. Dopo aver conseguito la maturità classica, si iscrive all’Università Cattolica di Milano, presso la quale si laurea in Giurisprudenza nel 1969. Nel 1974 - dopo aver lavorato per la RAS come supervisore - entra in Magistratura e, dal 1975 al 1978, opera in qualità di Giudice nelle udienze della VII sezione penale della Corte di Milano. Dal 1978 al 1989 è Giudice Istruttore e, dal 1987 al 1989, fa parte della commissione che esamina i materiali riguardanti importanti processi contro il crimine organizzato; l’analisi di tali procedimenti si situa all’interno della riforma del Codice di Procedura Penale da parte del Ministero di Grazia e Giustizia. Dal 1987 al 1990 partecipa in qualità di osservatore - per conto della Società Internazionale di Difesa Sociale - alla commissione di esperti per la cooperazione internazionale nella ricerca e nella confisca dei profitti illeciti. Dal 1989 al 1992 è consulente per la Commissione Parlamentare di Inchiesta sul terrorismo in Italia, e nel 1993 è consulente per la Commissione Parlamentare di Inchiesta sulla mafia. Dal 1989 è Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Milano. Fondamentale il suo contributo alle indagini e ai processi nell’ambito dell’operazione Mani Pulite. Nel marzo del 2005 è stato nominato Consigliere presso la Corte di Cassazione. A metà febbraio del 2007, in casuale coincidenza dello scadere del 15° anno dall’inizio dell’inchiesta Mani Pulite, comunica le sue dimissioni da magistrato con lettera al Consiglio Superiore della Magistratura ed al Ministero della Giustizia. Tra le sue ultime pubblicazioni La legislazione antimafia, raccolta di leggi antimafia,Giuffrè (1994); Il vizio della memoria, Feltrinelli (1996); Ameni inganni, Garzanti (2001); Sulle regole, Feltrinelli (2008).

SEZIONE A NARRATIVA

Adriana Zarri, nata nel 1919 a S. Lazzaro di Savena, nella campagna emiliana, ha fatto le scuole classiche a Bologna e si è data ben presto a studi teologici. Assai giovane ha cominciato a collaborare a giornali e riviste; è stata presente in quasi tutte le testate di quotidiani e periodici cattolici - dall’ Osservatore Romano a Studium, Politica, Sette giorni, Il Regno, Concilium, Servitium - e ha collaborato pure ad alcune testate laiche, soprattutto a Il Manifesto, con la sua rubrica domenicale intitolata Parabole. È stata presente e attiva nell’Associazione teologica italiana. Almeno dal 1970 ha scelto di vivere in un casale (nelle campagne di Albiano, non lontano da Ivrea) e di seguire uno stile di vita monastico.

Vita e morte senza miracoli di Celestino VI, Diabasis
Un conclave dei nostri giorni. Aspro e combattuto. Uno dei cardinali elettori, d’improvviso, propone di eleggere un piccolo parroco dall’animo grande. Il miracolo infine accade. L’eletto assume il nome di Celestino VI, in memoria dell’altro Celestino, quello del gran rifiuto dantesco. Il racconto esplora il terreno delle innovazioni, delle decisioni rischiose, delle difficoltà e delle lotte che l’elezione di un papa povero e non convenzionale inevitabilmente aprirebbe. Celestino VI è il suo papa, il papa come lei lo vorrebbe, gatto compreso, che, guarda caso, si chiama Lutero. Anche il nostro Celestino sarà tentato dal gran rifiuto, il ritorno cioè alla pace della sua parrocchia. A questo punto il racconto apre e svolge due possibilità: la rinuncia, appunto, oppure l’accettazione dell’arduo cammino cui il protagonista è stato chiamato.

SEZIONE A TEATRO

Giorgio Celli è nato a Verona nel 1935. E’ scrittore prolifico, attore, conduttore televisivo e professore universitario. Ha avuto anche incarichi politici come parlamentare europero e consigliere comunale dei Verdi a Bologna, dove vive. Ha diretto l’Istituto di entomologia Guido Grandi dell’Università di Bologna. Ha studiato le api sia sul versante della ricerca ecologica, come possibili indicatrici del livello di inquinamento da pesticidi e da piombo, sia sul versante etologico, approfondendo alcuni aspetti della loro percezione visiva e delle loro capacità di apprendimento. Come ecologo ha dedicato il suo interesse sull’ecologia degli agrosistemi, interessandosi ai metodi di contenimento biologico delle popolazioni di insetti nocivi e ai fenomeni di parassitismo uni-\pluricellulari. In questo contesto ha creato un centro, unico in Italia, nella quale vengono prodotti insetti utili alla lotta biologica ai fitofagi e due centri di ecologia applicata che si occupano del controllo delle popolazioni di zanzare nelle zone umide e paludose.

La zattera di Vesalio e altri drammi, Tre lune
La zattera di Vesalio, una apocalisse per l’Europa, poema drammatico « per musica », ha un referente storico, il naufragio della Medusa, che vide i sopravvissuti di una nave da guerra divorarsi a vicenda su una zattera, e una invenzione epico-fantastica, l’incontro, su questa zattera, di due personaggi reali, ma storicamente lontani, che vengono fatti confliggere: Vesalio di Brussel, il grande anatomista del cinquecento, e la sua grottesca, ma rivelatrice, parodia, Peter Kurten, lo squartatore di Dùsseldorf, giustiziato poco prima dell’avvento dei nazisti al potere. Vesalio e Kurten, lo scienziato e il mostro, sono figure apparentemente antitetiche, incarnano due presunte irriducibili polarità, ma la loro similarità è profonda e in-sopprimibile, necrofilia e sadismo sono le due facce di una stessa medaglia rovente. Si scopre, cioè, che Vesalio pugnalava l’uomo vivo nel cadavere, mentre Kurten scopriva il cadavere nell’uomo vivo, e che scienziato e mostro, anatomista e macellaio officiavano lo stesso rito oscuro e solitario. Il cannibalismo, cui i naufraghi sono costretti dalla fame a ricorrere, è il test esemplare che fa esplodere l’identità Vesalio/Kurten, che la rende tangibile e visibile. Perché la violenza, sia pure gestita come atto di liberazione in cui si esercita, manifesta la sua impossibilità di andare al di là del delitto che vuole « trascendere » o « punire » e si rivela come l’inferno circolare dell’occidente

SEZIONE A SAGGISTICA

Diego Marconi, nato nel 1947, è Professore Ordinario di Filosofia del Linguaggio all’Università di Torino. Noto per i suoi contributi sul pensiero di Wittgenstein, è stato tra i primi in Italia a promuovere la collaborazione dei filosofi con informatici e scienziati cognitivi. In questo campo ha presentato diversi risultati, specie riguardo al problema dell’analisi del linguaggio.Su questi temi ha pubblicato Lexical Competence (MIT Press, 1997) e Filosofia e scienza cognitiva (Laterza, 2000). Ha curato con Maurizio Ferraris la nuova edizione della Enciclopedia filosofica Garzanti ed è stato presidente della Società Italiana di Filosofia Analitica.

Per la verità, Einaudi
In questi ultimi anni, il dibattito pubblico si è occupato di verità e relativismo: alcuni hanno sostenuto che solo un sano relativismo permette di evitare l’intolleranza e di mettere un freno alle pretese oppressive del fondamentalismo, altri hanno rivendicato i diritti della verità e messo in guardia contro la deriva nichilista del relativismo. Due fatti politici di grande portata hanno condotto a questo: da un lato l’esplosione di aggressività antioccidentale di frange del mondo islamico; dall’altro la forte influenza degli ambienti religiosi piú reazionari. Questi fatti hanno innescato una discussione non proprio serena, in cui i partigiani della verità venivano fatti passare per fondamentalisti se non per terroristi, e i sostenitori del relativismo venivano a loro volta accusati di essere complici del terrorismo. Diego Marconi prova a leggere questo dibattito alla luce della riflessione filosofica sul concetto di verità - di cui si è a lungo occupato - nel tentativo di fare ordine e di chiarire aspetti che le frettolose semplificazioni dei giornali tendono a dimenticare. Nella convinzione che, laddove i filosofi abbiano una effettiva competenza - ed è il caso dei problemi della verità e del relativismo - il loro intervento possa fare qualche differenza per la percezione pubblica di problemi di un certo rilievo

SEZIONE A POESIA

Paolo Ruffilli è nato nel 1949. Ha pubblicato alcune raccolte di versi, tra le quali Piccola colazione (1987), che ha ottenuto l’American Poetry Prize, Diario di Normandia (1990, Premio Montale), Camera oscura (1992), Nuvole (1995) e La gioia e il lutto (2001, Prix Européen) e i racconti di Preparativi per la partenza (2003, Premio delle Donne). È autore di una Vita di Ippolito Nievo (1991) e di Vita, amori e meraviglie del signor Carlo Goldoni (1993). È curatore di edizioni delle Operette morali di Leopardi, della traduzione foscoliana del Viaggio sentimentale di Sterne, delle Confessioni d’un italiano di Nievo, di un’antologia di Scrittori garibaldini. Ha tradotto Gibran, Tagore, i Metafisici inglesi e la Regola
celeste del Tao.

Le stanze del cielo, Marsilio
In questo nuovo libro Paolo Ruffilli conduce il lettore
in due territori a dir poco inconsueti per la poesia: lo spazio
concentrazionario «esterno» della prigione e quello «interno»
della tossicodipendenza, in entrambi i casi dietro
all’ossessione della perdita della libertà
A Ruffilli poeta interessano tutti gli aspetti della vita e in particolare quelli segnati dalla sofferenza e dal male. E, per misurarsi con il Male, usa i suoi mezzi di sempre: il passo felpato e breve, un partecipe distacco, la cantabilità sommessa e antilirica. Soprattutto non si lascia condizionare dall’apparenza dei fatti, perché la realtà è sempre diversa da quello che appare, anche dentro le celle di un carcere e nella tirannica schiavitù della droga. Meno che mai si arrende di fronte all’ipocrisia, alle paure e all’«odio infinito» che la società riversa sui suoi sciagurati.
Il procurare il male degli altri e il proprio, dentro l’enigma della vita, va considerato con più dubbi e meno certezze, al di là o dentro la necessità di amministrare la giustizia e di far rispettare la legge. Ruffilli, istintivamente, mette sempre in rapporto ciò a cui dà voce con il contesto sociale in cui si muove e parla. E può darsi che sia l’effetto dell’inclinazione narrativa sulla sua vocazione di poeta. Ma è un fatto che, fuori da qualsiasi volontarismo, la sua poesia è sempre anche «civile».

inserito dalla segreteria il 15 September 2008

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