premio alessandro tassoni

Premio Alessandro Tassoni

: Premio Alessandro Tassoni 2008: I vincitori della quarta edizione

 


Comunicato n. 4/2008
Modena, 18 giugno 2008

I VINCITORI DELLA QUARTA EDIZIONE

ATTESA PER LA POESIA

Si sono appena conclusi i lavori della Quarta Edizione del Premio Alessandro Tassoni.

Partendo dai semifinalisti, già pubblicizzati nel comunicato n.3, la Giuria (Nadia Cavalera, Adriana Chemello, Gianni Cascone, Franco Nasi, Francesco Muzzioli, Franca Rame), tramite più consultazioni e votazioni, è passata ad individuare, per la Sezione A, prima i finalisti e poi i vincitori di Narrativa, Teatro e Saggistica. Che sono, rispettivamente: Adriana Zarri con Vita e morte senza miracoli di Celestino VI (Diabasis); Giorgio Celli con La zattera di Vesalio e altri drammi, (Tre Lune); Diego Marconi con Per la verità (Einaudi).

Quanto alla Poesia, la Giuria tecnica si è limitata a segnalare solo tre finalisti: Paolo Gentiluomo con La ragion totale (Zona); Daniele Gorret con Crocefissi, (Tratti - Mobydick); Paolo Ruffilli con Le stanze del cielo (Marsilio).

Come per lo scorso anno, anche per l’Edizione 2008, sarà, a settembre, la Giuria dei 15 Gruppi di Lettura (docenti, impiegati, studenti, liberi professionisti, operatori culturali), a stabilire, coi propri voti, il vincitore.
Per la Sezione B il personaggio scelto per il premio Honoris causa 2008 è Gherardo Colombo, già magistrato integerrimo, impegnato ora, in Italia e all’estero, con corsi sulla legalità (tema fondamentale dei nostri giorni), e autore di significativi saggi sulla giustizia, tra cui il recente Sulle regole, edito da Feltrinelli.

La cerimonia di premiazione rimane fissata per novembre, in data e luogo che verranno prontamente comunicati.

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SEZIONE B - Honoris causa -
Gherardo Colombo

SEZIONE A - Narrativa -
FINALISTI
Adriana Zarri, Vita e morte senza miracoli di Celestino VI (Diabasis)
Gabriella Ghermandi, Regina di fiori e di perle (Donzelli)
AA.VV. Raimo Christian (a cura) Il corpo e il sangue d’Italia (Minimum fax)
VINCITORE
Adriana Zarri, Vita e morte senza miracoli di Celestino VI , Diabasis
SEZIONE A – Teatro -
FINALISTI:
Giorgio Celli , La zattera di Vesalio e altri drammi,Tre Lune

Tiziano Scarpa, Comuni mortali, Effigie
Emma Dante, Carnezzeria, Fazi
VINCITORE
Giorgio Celli , La zattera di Vesalio e altri drammi, Tre Lune

SEZIONE A – Saggistica -
FINALISTI
Diego Marconi, Per la verità, Einaudi
Pietro Trifone, Malalingua, il Mulino
Musetti-Lampariello-Rossi-Nanut, Donne di frontiera II, Il Ramo d’oro
VINCITORE
Diego Marconi, Per la verità, Einaudi

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SEZIONE A – Poesia –
FINALISTI
Paolo Gentiluomo, La ragion totale, Zona
Daniele Gorret, Crocefissi, Tratti - MobyDick
Paolo Ruffilli, Le stanze del cielo, Marsilio

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PREMIO ALESSANDRO TASSONI 2008
Notizie bio-bibliografiche sugli autori
Schede editoriali dei libri vincitori
SEZIONE B – HONORIS CAUSA
Gherardo Colombo, magistrato italiano, attualmente ritiratosi dal servizio, divenuto famoso per aver condotto o contribuito a inchieste celebri quali la scoperta della Loggia P2, il delitto Giorgio Ambrosoli, Mani pulite, i processi Imi-Sir/Lodo Mondadori/Sme. Dopo aver conseguito la maturità classica, si iscrive all’Università Cattolica di Milano, presso la quale si laurea in Giurisprudenza nel 1969. Nel 1974 - dopo aver lavorato per la RAS come supervisore - entra in Magistratura e, dal 1975 al 1978, opera in qualità di Giudice nelle udienze della VII sezione penale della Corte di Milano. Dal 1978 al 1989 è Giudice Istruttore e, dal 1987 al 1989, fa parte della commissione che esamina i materiali riguardanti importanti processi contro il crimine organizzato; l’analisi di tali procedimenti si situa all’interno della riforma del Codice di Procedura Penale da parte del Ministero di Grazia e Giustizia. Dal 1987 al 1990 partecipa in qualità di osservatore - per conto della Società Internazionale di Difesa Sociale - alla commissione di esperti per la cooperazione internazionale nella ricerca e nella confisca dei profitti illeciti. Dal 1989 al 1992 è consulente per la Commissione Parlamentare di Inchiesta sul terrorismo in Italia, e nel 1993 è consulente per la Commissione Parlamentare di Inchiesta sulla mafia. Dal 1989 è Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Milano. Fondamentale il suo contributo alle indagini e ai processi nell’ambito dell’operazione Mani Pulite. Nel marzo del 2005 è stato nominato Consigliere presso la Corte di Cassazione. A metà febbraio del 2007, in casuale coincidenza dello scadere del 15° anno dall’inizio dell’inchiesta Mani Pulite, comunica le sue dimissioni da magistrato con lettera al Consiglio Superiore della Magistratura ed al Ministero della Giustizia. Tra le sue ultime pubblicazioni La legislazione antimafia, raccolta di leggi antimafia,Giuffrè (1994); Il vizio della memoria, Feltrinelli (1996); Ameni inganni, Garzanti (2001); Sulle regole, Feltrinelli (2008).
SEZIONE A NARRATIVA
Adriana Zarri, nata nel 1919 a S. Lazzaro di Savena, nella campagna emiliana, ha fatto le scuole classiche a Bologna e si è data ben presto a studi teologici. Assai giovane ha cominciato a collaborare a giornali e riviste; è stata presente in quasi tutte le testate di quotidiani e periodici cattolici - dall’ Osservatore Romano a Studium, Politica, Sette giorni, Il Regno, Concilium, Servitium - e ha collaborato pure ad alcune testate laiche, soprattutto a Il Manifesto, con la sua rubrica domenicale intitolata Parabole. È stata presente e attiva nell’Associazione teologica italiana. Almeno dal 1970 ha scelto di vivere in un casale (nelle campagne di Albiano, non lontano da Ivrea) e di seguire uno stile di vita monastico.
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Vita e morte senza miracoli di Celestino VI
, Diabasis
Un conclave dei nostri giorni. Aspro e combattuto. Uno dei cardinali elettori, d’improvviso, propone di eleggere un piccolo parroco dall’animo grande. Il miracolo infine accade. L’eletto assume il nome di Celestino VI, in memoria dell’altro Celestino, quello del gran rifiuto dantesco. Il racconto esplora il terreno delle innovazioni, delle decisioni rischiose, delle difficoltà e delle lotte che l’elezione di un papa povero e non convenzionale inevitabilmente aprirebbe. Celestino VI è il suo papa, il papa come lei lo vorrebbe, gatto compreso, che, guarda caso, si chiama Lutero. Anche il nostro Celestino sarà tentato dal gran rifiuto, il ritorno cioè alla pace della sua parrocchia. A questo punto il racconto apre e svolge due possibilità: la rinuncia, appunto, oppure l’accettazione dell’arduo cammino cui il protagonista è stato chiamato.
SEZIONE A TEATRO
Giorgio Celli è nato a Verona nel 1935. E’ scrittore prolifico, attore, conduttore televisivo e professore universitario. Ha avuto anche incarichi politici come parlamentare europero e consigliere comunale dei Verdi a Bologna, dove vive. Ha diretto l’Istituto di entomologia Guido Grandi dell’Università di Bologna. Ha studiato le api sia sul versante della ricerca ecologica, come possibili indicatrici del livello di inquinamento da pesticidi e da piombo, sia sul versante etologico, approfondendo alcuni aspetti della loro percezione visiva e delle loro capacità di apprendimento. Come ecologo ha dedicato il suo interesse sull’ecologia degli agrosistemi, interessandosi ai metodi di contenimento biologico delle popolazioni di insetti nocivi e ai fenomeni di parassitismo uni-\pluricellulari. In questo contesto ha creato un centro, unico in Italia, nella quale vengono prodotti insetti utili alla lotta biologica ai fitofagi e due centri di ecologia applicata che si occupano del controllo delle popolazioni di zanzare nelle zone umide e paludose.
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La zattera di Vesalio e altri drammi, Tre lune
La zattera di Vesalio, una apocalisse per l’Europa, poema drammatico « per musica », ha un referente storico, il naufragio della Medusa, che vide i sopravvissuti di una nave da guerra divorarsi a vicenda su una zattera, e una invenzione epico-fantastica, l’incontro, su questa zattera, di due personaggi reali, ma storicamente lontani, che vengono fatti confliggere: Vesalio di Brussel, il grande anatomista del cinquecento, e la sua grottesca, ma rivelatrice, parodia, Peter Kurten, lo squartatore di Dùsseldorf, giustiziato poco prima dell’avvento dei nazisti al potere. Vesalio e Kurten, lo scienziato e il mostro, sono figure apparentemente antitetiche, incarnano due presunte irriducibili polarità, ma la loro similarità è profonda e in-sopprimibile, necrofilia e sadismo sono le due facce di una stessa medaglia rovente. Si scopre, cioè, che Vesalio pugnalava l’uomo vivo nel cadavere, mentre Kurten scopriva il cadavere nell’uomo vivo, e che scienziato e mostro, anatomista e macellaio officiavano lo stesso rito oscuro e solitario. Il cannibalismo, cui i naufraghi sono costretti dalla fame a ricorrere, è il test esemplare che fa esplodere l’identità Vesalio/Kurten, che la rende tangibile e visibile. Perché la violenza, sia pure gestita come atto di liberazione in cui si esercita, manifesta la sua impossibilità di andare al di là del delitto che vuole « trascendere » o « punire » e si rivela come l’inferno circolare dell’occidente
SEZIONE A SAGGISTICA
Diego Marconi, nato nel 1947, è Professore Ordinario di Filosofia del Linguaggio all’Università di Torino. Noto per i suoi contributi sul pensiero di Wittgenstein, è stato tra i primi in Italia a promuovere la collaborazione dei filosofi con informatici e scienziati cognitivi. In questo campo ha presentato diversi risultati, specie riguardo al problema dell’analisi del linguaggio.Su questi temi ha pubblicato Lexical Competence (MIT Press, 1997) e Filosofia e scienza cognitiva (Laterza, 2000). Ha curato con Maurizio Ferraris la nuova edizione della Enciclopedia filosofica Garzanti ed è stato presidente della Società Italiana di Filosofia Analitica.

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Per la verità, Einaudi
In questi ultimi anni, il dibattito pubblico si è occupato di verità e relativismo: alcuni hanno sostenuto che solo un sano relativismo permette di evitare l’intolleranza e di mettere un freno alle pretese oppressive del fondamentalismo, altri hanno rivendicato i diritti della verità e messo in guardia contro la deriva nichilista del relativismo. Due fatti politici di grande portata hanno condotto a questo: da un lato l’esplosione di aggressività antioccidentale di frange del mondo islamico; dall’altro la forte influenza degli ambienti religiosi piú reazionari. Questi fatti hanno innescato una discussione non proprio serena, in cui i partigiani della verità venivano fatti passare per fondamentalisti se non per terroristi, e i sostenitori del relativismo venivano a loro volta accusati di essere complici del terrorismo. Diego Marconi prova a leggere questo dibattito alla luce della riflessione filosofica sul concetto di verità - di cui si è a lungo occupato - nel tentativo di fare ordine e di chiarire aspetti che le frettolose semplificazioni dei giornali tendono a dimenticare. Nella convinzione che, laddove i filosofi abbiano una effettiva competenza - ed è il caso dei problemi della verità e del relativismo - il loro intervento possa fare qualche differenza per la percezione pubblica di problemi di un certo rilievo.

inserito dalla segreteria il 18 June 2008

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