premio alessandro tassoni

Premio Alessandro Tassoni

: Risultati, 2005

Premio Alessandro Tassoni, Prima Edizione, Modena, Anno 2005

VINCITORI

Sezione A : non assegnati
Sezione B : MARIELLA BETTARINI e ROBERTO DI MARCO (riconoscimento speciale, alla carriera)

Motivazione per MARIELLA BETTARINI

La poesia di Mariella Bettarini fin dai suoi esordi si è connotata nei luoghi di una ricerca che, nel mentre si lasciava alle spalle ermetismo, neorealismo ed anche realismo “officinale”, entrava nei gangli vivi di una società  e di una storia per vedervi la presenza o meno di una generazione non marginale che rifiutava l’emarginazione, la generazione uscita dalle tempeste, anche sotterranee, degli anni sessanta prima e dei decenni successivi poi. Così ha posto le ragioni, di fronte al potere diversamente maiuscolo, di un esserci che svela e sottolinea la protervia di quel potere - fisico e metafisico - e che chiede, al contrario, voce per significarsi in una diversa modalità  esistenziale. Anche, talora, quotidiana, nella condivisione di esperienze. Anche con un sottile ma resistente filo sentimentale teso tra il sà© e il fuori nella sfera di un sentire in sintonia con le speranze e le aperture di chi non lamenta ma sa e dice. Anche con voce di donna.Dal giovanile, per nulla ingenuo, Il pudore e l’effondersi (1966), attraverso Terra di tutti (1972), La nostra gioventù (1982), Asimmetria (1994), Per mano d’un Guillotin qualunque (1998),- alcuni titoli dei suoi trenta libri di poesia fin qui pubblicati - fino all’ultimo, La scelta - la sorte (2001), nei quali la sorte non esclude la scelta, nei quali, cioè, l’esistenziale non viene mascherato sotto la condizione che tutti ci riguarda; nei volumi di narrativa, giocati tra l’affermazione delle radici e la proiezione sghemba di un loro taglio là  dove una metamorfosi è imposta o richiesta; negli scritti critici e teorici filati su una fine indagine di autori a lei congeniali perchà© non “omologati” e “contro” i poteri costituiti (Pasolini, per esempio); con “Salvo imprevisti” e “L’area di Broca”, due riviste sui generis nel panorama letterario italiano, pungenti e pungolanti costumi e lettere, quieto vivere e perbenismi, negazioni e nascondimenti della realtà  , Mariella Bettarini restituisce ed ha sempre restituito consapevolezza tramite una scrittura che, nel farsi, di volta in volta si sperimenta. Lontana dalle consorterie consolidate e, magari, rivisitate, tutta la sua attività  si situa in un canale singolare di poesia e di riflessione se non “civile” certo di testimonianza e di interrogazione lucida e appassionata, ironica cum grano salis, sul proprio e nostro tempo con uno sguardo proiettato oltre il contingente per scalfire la superficie rilucente delle apparenze propinate, ieri e oggi, come cultura. (a cura di Maria Lenti)

Motivazione per ROBERTO DI MARCO

Roberto Di Marco è stato uno dei protagonisti del dibattito teorico e della scrittura creativa e sperimentale del secondo Novecento. La sua attività  è iniziata nella temperie delle nuove avanguardie degli anni Sessanta, quando Di Marco dava vita con Perriera e Testa al gruppo della Scuola di Palermo, a latere del Gruppo ‘63 ma con posizioni decisamente più radicali e maggiormente propense a legare l’operazione letteraria ad un complessivo progetto utopico, di contestazione dell’esistente. Sul finire degli anni Sessanta, a contatto con i movimenti operai e studenteschi, Di Marco aderiva alla azione politica della “Nuova sinistra”, ma continuava ad approfondire la sua linea teorica - soprattutto sulla rivista «Che fare» da lui diretta insieme a Leonetti - anche nei confronti della letteratura e in polemica sia con l’impegno “meccanico”, sia con le idee di sperimentazione pura e di avanguardia soltanto “poetica”. In seguito, Di Marco avrebbe mantenuto un atteggiamento rigoroso e per questo giustamente appartato e alieno a mescolarsi con le dilaganti furberie intellettuali e con la connivenza interessata ai posti; e tuttavia nondimeno produttivo di opere assai significative. Ricordiamo un suo importante testo di teoria intitolato Oltre la letteratura, un tentativo di individuare un possibile uso della scrittura nell’epoca dell’Aziendalismo e della “Letteratura d’accatto”. Ancora, nell’ultimo periodo, Di Marco ha lavorato con vari interventi per approfondire l’analisi della nuova situazione del capitalismo “postmoderno”, e della sua demistificazione critica. E il suo apporto è stato fondamentale nella ripresa del dibattito sull’avanguardia, avendo egli curato insieme a Filippo Bettini l’antologia Terza Ondata, uscita nel 1993, che faceva emergere l’ampio strato di “insorgenza letteraria” esistente in Italia e rilanciava la prospettiva antagonista.
Quanto alla propria scrittura soprattutto narrativa, Di Marco si è segnalato fin dagli inizi di Fughe (1966) per il deciso abbandono nel realismo immediato e la produzione di una testualità  “conoscitiva”, “allegorica” e autostraniante, dove l’azione e i personaggi vengono frammentati per essere esaminati nel loro farsi e, in certo senso, “tenuti in sospeso” sotto uno sguardo speculativo ed ironico. Passando poi per Telemachia, Corrida e commentario, L’Orto di Ulisse, fino a La donna che non c’è (di cui attendiamo la prossima pubblicazione) la scrittura “immaginativa” di Di Marco dimostrava tutta la sua originalità  e la sua refrattarietà  agli standard dominanti. Si potrebbe parlare di una ripresa del mito (non per niente nei suoi titoli ricompaiono i nomi del mito antico, quali Ulisse e Telemaco), precisando però che si tratta di una “mitografia critica”, continuamente attraversata e interrotta dalla riflessione e dalla lama demistificante della teoria e della politica. Un raccontare che non è mai scisso dal pensare e che vuole proiettarsi verso un agire radicalmente “non conformista”. ( a cura di Francesco Muzzioli).

LA POESIA IN FESTA

PREMIO ALESSANDRO TASSONI

Mariella Bettarini e Roberto di Marco sono i vincitori della prima edizione del “Premio Alessandro Tassoni”, svoltasi a Modena, nell’ex Oratorio del Palazzo dei Musei, l’11 novembre 2005, alla presenza di un numeroso e attento pubblico. Dopo la lettura dei risultati da parte di Nadia Cavalera, hanno consegnato i premi Beniamino Grandi, assessore alla cultura della Provincia, e Fernando Cesaroni, direttore amministrativio della CNH, sponsor dell’iniziativa, patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna, dalla Provincia e dal Comune di Modena.
La cerimonia di assegnazione è stata preceduta, quali testimonials, dalle letture poetiche di alcune autorevoli voci del nostro panorama nazionale (qualche assente è stato interpretato dai componenti della giuria). Significativo interesse, dato il momento politico attuale ha ricevuto il testo “Il merdunto” di Sandro Sproccati, docente di Fenomenologia delle arti contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Bologna, i versi intrisi di riflessioni etiche di Ciro Vitiello, studioso d’avanguardia, di area napoletana. Applausi a scena aperta per le argute e comiche poesie di Vito Riviello, letto da Francesco Muzzioli.
Particolarmente apprezzata anche la vivace e partecipata interpretazione di Barbara Corradini di alcuni brani tratti dal 1° canto de “La secchia rapita”, il primo poema eroicomico, scritto da Alessandro Tassoni (1565-1635), cui è intitolato il premio. Una operazione obbligata, ha precisato Nadia Cavalera, organizzatrice della serata, abilmente condotta dallo scrittore e giornalista Rai di Roma, Gian Maria Molli.

“La poesia in festa - Premio Alessandro Tassoni” 2005

Intervento di Nadia Cavalera

Grazie a tutti i presenti di essere qui, a quest’incontro di poesia un po’ singolare in quanto ingloba pure un Premio, alla sua prima edizione.
Mi scuso a nome dei poeti assenti (Mario Lunetta, Vito Riviello e Cesare Ruffato), e faccio loro tanti auguri per il momento delicato che stanno attraversando. Ci tenevano moltissimo ad essere a Modena (per i primi due sarebbe stata la prima volta, Ruffato è invece già venuto due anni fa), ma purtroppo la sorte trionfa sempre .
Quanto al premio, ha detto bene Gian Maria Molli, l’intitolazione a Tassoni era d’obbligo.
Alessandro Tassoni è un personaggio d’avanguardia per antonomasia, uno sperimentatore della parola poetica, un antilirico, per la sua ricerca di un genere nuovo, non aulico, ma dissacratore di forme consuete, un autore sempre in polemica nei confronti delle autorità (si ricordino le sue considerazioni contro le rime del Petrarca, la sua difesa dei moderni contro gli antichi), uno spirito libertario (è il caso già ricordato delle Filippiche).
Insomma una “mala erba” per i benpensanti, una “bona erba” per noi da rivalutare.
E degna di un premio.
La cui caratteristica principale è quella di applicare in un certo senso la pari opportunità anche in questo campo e premiare ogni anno un’autrice e un autore scegliendo indifferentemente tra testi di poesia, narrativa o saggistica.
Per incentivare gli studi e la ricerca sono previsti dei premi per neolaureati che abbiano svolto una tesi sul Tassoni (quest’anno non c’è stata nessuna adesione a questa sezione). E per il futuro speriamo di coinvolgere anche gli studenti delle Scuole Superiori, per inediti.
Questo premio, meditato a lungo è stato deciso definitivamente a giugno, e a luglio è stato diffuso il bando con scadenza, per problemi organizzativi, il 30 agosto. L’adesione è stata consistente, circa 50 le opere in concorso, egualmente distribuite tra poesia e narrativa. Pochissimi i libri di saggistica (solo 3). Varia la provenienza geografica (da Catanzaro, Bari, Roma a Viterbo, Torino, Milano, Udine; i più dall’Emilia). Scarsa la presenza femminile (appena sei le autrici, di cui cinque per la poesia, una sola per la narrativa, nessuna per la saggistica).
Le opere presentate sono state valutate attentamente e pur risultando talune interessanti per l’attenzione a problematiche attuali, PER la consolidata sperimentazione o la tensione verso ritmi nuovi e personali, nessuna ci è sembrata particolarmente significativa a dare il giusto imprimatur a questo giovane Premio.
La Giuria si è orientata quindi (secondo quanto prevedeva il bando) a dare il premio alla carriera.
E sono stati scelti due autori che seppure appartati molto hanno significato col loro impegno costante per la diffusione della poesia e la critica a stantie posizioni egemoni. Due autori, non sotto le luci della ribalta, ma della loro coscienza refrattaria a compromessi con logiche dominanti.
Gli autori vincitori di questa prima edizione del “Premio Alessandro Tassoni” sono: Mariella Bettarini e Roberto Di Marco.

POESIA IN FESTA

con Mario Lunetta, Ciro Vitiello, Sandro Sproccati, Vito Riviello, Cesare Ruffato

PREMIO ALESSANDRO TASSONI

poesia, narrativa, saggistica
prima edizione 2005

cerimonia di assegnazione

con Mario Lugli (assessore alla cultura del Comune di Modena)
Giuria: Gianni Cascone. Nadia Cavalera (presidente),
Maria Lenti. Francesco Muzzioli.
Giorgio Bàrberi Squarotti e Lea Vergine (presidenti onorari)

Barbara Corradini legge la Secchia rapita (1° canto)
Conduzione: Gian Maria Molli

Biblioteca Estense: Vetrine su Alessandro Tassoni (11-12-XI)

Venerdì, 11 novembre 2005 , ore 20,30
Palazzo dei Musei (ex Oratorio)
Via Vittorio Veneto 5, Modena

a cura dell’Associazione Le avanguardie e della rivista Bollettario,
col patrocinio della Regione Emilia-Romagna,
della Provincia e del Comune di Modena

CNH Italia S.p.A.

Saranno rilasciati attestati di partecipazione

…………………………………………………………………………………………………………………………

inserito dalla segreteria il 13 November 2005

2005, Prima Edizione/ risultati

: Immagini della cerimonia di premiazione del 2005

Immagine multipla della serata