DARIO VOLTOLINI, IL TEMPO DELLA LUCE, EFFIGIE, MILANO 2005 (NARRATIVA)
àˆ nato nel 1959 a Torino, dove vive. Il suo primo libro risale al 1990 e si intitola Una intuizione metropolitana (Bollati Boringhieri), raccolta di ventinove brevissimi racconti con il tema costante della bellezza urbana. Nel 1994 esce Rincorse (Einaudi) che racconta ancora una volta la metropoli, con i suoi mezzi di trasporto e i suoi monumenti moderni. Nel 1996 Forme d’onda (Feltrinelli), Poi I confini di Torino (Quiritta 2003) e con Giulio Mozzi, Sotto i cieli d’Italia (Sironi 2004 ). Ha scritto per RadioRai quattro radiodrammi (tra cui Onde, 1996 e Le lontananze accanto a noi, menzione al Prix Italia, 1996) e uno sceneggiato in 29 puntate. Ama collaborare con gli artisti (pittori, fotografi, musicisti). Con Julian Schnabel ha pubblicato Neve (Hopefulmonster, 1996) ed ha scritto i testi del compact disc Mosorrofa, o dell’ottimismo e Capelas Imperfeitas, (con musica di Nicola Campogrande). Collabora all’inserto “Tuttolibri” del quotidiano La Stampa e alle riviste L’Indice e Pulp.
Descrizione de IL TEMPO DELLA LUCE
DI DARIO VOLTOLINI
Da qualche anno, uno scrittore-filosofo che abita in una grande città italiana del Nord ha alzato più volte gli occhi a contemplare il cielo. I pre-testi nel vissuto sono stati i più vari: letture, fotografie (quelle stupende di Luigi Ghirri), mostre e quadri, brani musicali, una conversazione con la figlia bambina - in un caleidoscopio stupefacente che alla volta celeste tornava sempre, come a un hic et nunc mutevole e irrinunciabile a cui era impossibile arrivare in fondo e che insieme era altrettanto impossibile varcare. Ne sono nati, come altrettante finestre della mente, questi 36 foglietti destinati alla meditazione, di una grazia leggera e inimitabile e di una profondità a tutto campo.
MIRELLA SERRI, I REDENTI, CORBACCIO, MILANO 2005 (SAGGISTICA)Insegna Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Roma. Ha dedicato saggi ai maggiori autori contemporanei. Ha pubblicato tra l’altro, Carlo Dossi e il racconto, Storie di spie. Saggi sul Novecento in letteratura, Il breve viaggio. Giaime Pintor nella Weimar nazista (che ha vinto il premio Capalbio e il premio Salvatore Valitutti). Ha curato Doppio diario. 1936-1943 di Pintor e ha partecipato al volume collettivo Novecento delle italiane. Collabora a l’Espresso, La Stampa, Ttl, Specchio e al Corriere della Sera-Magazine.

Descrizione de I REDENTI, Gli intellettuali che vissero due volte 1938-1948
DI MIRELLA SERRI
La caduta del fascismo ebbe per effetto il rinnovo di buona parte della classe politica italiana ed è quindi, nella storia nazionale, una evidente cesura. Ma nel mondo degli intellettuali questa cesura non esiste. Quasi tutti i giornalisti, gli scrittori e gli studiosi che avevano collaborato ai quotidiani e alle riviste del regime passarono dolcemente dal fascismo all’antifascismo e continuarono a esercitare, con maggiore o minore successo, i loro talenti. Furono trasformisti, opportunisti, conformisti? Furono doppiogiochisti o infiltrati dell’antifascismo nella macchina propagandistica dell’Italia mussoliniana? Furono fascisti di sinistra, animati dalla speranza di orientare il regime verso i loro ideali? O furono più semplicemente «poveri diavoli», costretti dal bisogno a vendere il lavoro della loro immaginazione? Basta dare un’occhiata alla lista dei collaboratori di Primato, la rivista fondata e diretta da Giuseppe Bottai, per comprendere che non è possibile dare una sola risposta per Sibilla Aleramo e Corrado Alvaro, Arrigo Benedetti e Vitaliano Brancati, Dino Buzzati e Mario Luzi, Dino Del Bo e Leo Longanesi, Guido Piovene e Vasco Pratolini, Giaime Pintor e Salvatore Quasimodo, Renato Guttuso e Marcello Piacentini, Giulio Carlo Argan e Indro Montanelli, Giorgio Spini e Luigi Salvatorelli.
Il libro di Mirella Serri evita i giudizi sommari e ricostruisce il percorso individuale di alcuni dei protagonisti della cultura italiana tra fascismo e antifascismo. Al centro del lavoro non vi è soltanto Primato. Vi è anche il dialogo che la rivista di Bottai instaurò con altri giornali e riviste del regime in cui scriveva il resto della cultura italiana: Roma fascista, organo dei GUF (Gruppi universitari fascisti), Il ventuno domani, Tevere, Quadrivio, Le Conquiste dell’Impero, Nuovo Occidente, Gioventù Italica. Molti di quegli intellettuali divennero comunisti, furono definiti da un vecchio esponente del PCI «fascisti redenti» e mondati in tal modo di ogni loro peccato. Ma questa ebbe l’effetto di oscurare le ragioni del loro passaggio all’antifascismo e quindi della continuità che ha caratterizzato la cultura italiana nel momento in cui il paese cambiava istituzioni e classe politica.
MARIO LUNETTA, RICONOSCIMENTO SPECIALE, ALLA CARRIERA
àˆ nato nel 1934 a Roma, dove vive. Presidente del Sindacato Nazionale Scrittori, è poeta, narratore, saggista e drammaturgo. Tradotto in diversi paesi dell’Europa e negli Stati Uniti ha al suo attivo una vasta opera, di oltre cinquanta titoli, che copre tutti i generi letterari.
Ricordiamo, per la poesia: Tredici falchi, Geiger, 1970, Lo stuzzicadenti di Jarry, Manduria, Lacaita, 1972, Chez Giacometti, Roma, Carte Segrete, 1979, La presa di Palermo, Manduria, Lacaita, 1979, La torre dell’Ammiragliato, Treviso, Babbalù, 1985, Cadavre exquis, Roma, Rossi & Spera, 1985, Autoritratto con acrostici, introduzione di Filippo Bettini, Roma, Empiria, 1987, In abisso, Roma, Il Ventaglio, 1988, Saldi di fine stagione, Roma, Fermenti, 1992, Antartide, Udine, Campanotto, 1993, Catastrofette, prefazione di Francesco Paolo Memmo, Chieti, Noubs, 1997, Lettera morta, prefazione di Marcello Carlino, Roma, Fermenti, 2000, Roulette occidentale (Poesie 1991-1997), prefazione di Aldo Mastropasqua, Lecce, Manni, 2000, ERSAT2 (in collaborazione con Cosimo Budetta), prefazione di Francesco Muzzioli, Agromonte, Ogopogo, 2000., Magazzino dei monatti, 2004. Per i romanzi:Dell’elmo di Scipio, Padova, Marsilio, 1974, I ratti d’Europa, Roma, Editori Riuniti, 1977, Mano di fragola, Roma, Editori Riuniti, 1979, Guerriero Cheyenne, presentazione di Francesco Muzzioli, Lecce, Manni, 1987, L’ubicazione di Lhasa, Milano, Camunia, 1993, Cani abbandonati, 2003, Figure lunari, 2004, I nomi della polvere, 2005. Per i racconti: Ritratto di cavaliere, Firenze, Editoriale Sette, 1985, Cucaracha, Roma, Empiria, 1988, Mercato delle anime, Lecce, Manni, 1998, Penalty, prefazione di Giuseppe Neri, Roma, Le impronte degli uccelli, 1998, Soltanto insonnia, Roma, Odradek, 2000.. Per il teatro:Teatro: Coca-Cola di Rienzo Story, Bologna-Ferrara-Milano, Book, 1991. Per i Saggi e studi: La scrittura precaria, Roma, Argileto, 1972, Invito alla lettura di Italo Svevo, Milano, Mursia, 1972, Il surrealismo, Roma, Editori Riuniti, 1976, Sintassi dell’altrove, Firenze, Lalli, 1978, L’aringa in salotto: ricognizioni su 33 narratori italiani, 1984, Da Lemberg a Cracovia: di certi poeti, di certe poetiche,Siena-Roma, Quaderni di Messapo, 1984, Il vizio impunito, 1988, Et dona ferentes, Ravenna, Edizioni del Girasole, 1996, Le dimore di Narciso, Roma, RAI-ERI, 1997, Invasioni di campo, 2002. Ha curato le antologie: Poesia italiana oggi, Roma, Newton Compton, 1981; Verso Roma/Roma in versi, Roma, Lucarini, 1986; e, in collaborazione con Franco Cavallo, Poesia italiana della contraddizione, Roma, Newton Compton, 1989. Con Francesco Muzzioli, Almanacco 2003 e Almanacco 2006, Roma, Odradek.
La cerimonia di premiazione è per il 9 novembre, ore 20,30, al Palazzo dei Musei (ex Oratorio) , via Vittorio Veneto 5, Modena
inserito dalla segreteria il 6 November 2006